![]() |
|||||
|
il
portale di S.Alessio
e dintorni.. a Lucca
|
|||||
| Novità | Parole tipiche | La galleria fotografica |
S.Alessio,
2002
| ||
Agli
inizi del 900 c'era una grossa differenza fra la vita della gente che abitava
al di qua del Serchio e quella che abitava al di là . I primi erano
per lo più contadini poveri spesso analfabeti con una vita dura e molto
semplice; i secondi, i cittadini, erano istruiti: facevano la vita di società,
frequentavano i balli, il teatro, tenevano molto a quello che oggi si chiamerebbe
"l'immagine" vestendo bene. Le signore uscivano con l'ombrellino
nelle giornate estive per ripararsi dal sole; infatti la pelle abbronzata
era segno di lavoro nei campi e quindi era molto disdicevole.
I contadini al di qua del Serchio, invece, vivevano molto semplicemente. Ogni
famiglia viveva del lavoro della terra e produceva ciò di cui aveva
bisogno: dai generi alimentari, alla canapa per la biancheria della casa,
alla lana e la seta per i vestiti.
La
giornata era scandita dal rintocco delle campane. Nelle case non c'erano gli
orologi. Le campane avvertivano di tutto quello che avveniva in paese: suonava
a morto, a fuoco, a malato in punto di morte. Durante l'inverno la vita di
campagna era dura, il lavoro nel podere era limitato così, per arrotondare,
si andava a potare fuori. Si facevano le potature sugli alberi del
comune, sulle mura, al giardino botanico, ecc.. I grandi potavano ed i ragazzi
facevano le fascine e le vendevano. Segavano anche l'erba sugli spalti e su
tutte le mura
Ogni famiglia coltivava anche la canapa; una volta cresciuta subiva una lunga
lavorazione finchè non era pronta per essere filata. Nelle case c'erano
i telai, si filava con la rocca ed il fuso, poi si tesseva. Una volta ottenuto
il tessuto si portava a Lucca ad ammorbidire perché era troppo duro.
Ogni donna teneva a portata di mano la sua rocca che utilizzava durante il
giorno nei momenti liberi dal lavoro e la sera a lume di candela.
II quadro
Un
impegno grande per le massaie era il bucato che generalmente veniva fatto
una volta al mese. Una grande conca di coccio, sopra il cenderone con la cenere
ben scelta e per tutto il giorno ci facevano passare il ranno. Il giorno dopo
la biancheria veniva lavata. Chi aveva il lavatoio era fortunato. Chi non
lo aveva andava al fiume o nei bozzi dei canali in ginocchio con sotto la
paglia
Un'altra attività dell'epoca era l'allevamento del baco da seta. Venivano
messi in una stanza della casa e nutriti con foglie di gelso finchè
non si formava il bozzolo.
III quadro
In estate alcuni cittadini si trasferivano nelle ville di campagna per la villeggiatura. Arrivavano con la carrozza, vestiti elegantemente e accompagnati dai maggiordomi sotto gli occhi stupiti dei ragazzi i quali cercavano di salire ma che subito venivano allontanati dai maggiordomi stessi. Le signore aprivano il loro ombrellino di seta ricamato per ripararsi la delicata pelle dal sole.
IV quadro
Con lo scoppio della I guerra mondiale la vita per i contadini diventò ancora più dura. Le donne ed i bambini rimasti soli perché gli uomini erano in guerra, per mantenersi andavano ad opre e facevano di tutto, vangavano, seminavano, raccoglievano e vendemmiavano.
V quadro
Il
progetto di una struttura scolastica a S.Alessio rispondeva alle richieste
della società contadina della zona. Infatti i genitori si preoccupavano
dei figli che rimanevano da soli in casa, alle cure dei fratelli o sorelle
più grandi o dei familiari di solito vecchi.
Don Angelo Fanucchi appena entrato in S.Alessio iniziò una serie di
lavori fra i quali il riadattamento del piazzale, il rifacimento della canonica,
la costruzione della stanza di compagnia e della sede dell'Azione Cattolica.
Don
Angelo Fanucchi sotto la scorza di un "burbero" e di un "severo"
celava una grande sensibilità e un grande cuore: l'amore di un Padre.
Lo testimonia l'opera Asilo che egli volle per il bene della sua parrocchia.
La sua preoccupazione più grande era quella di non perdere neppure
una delle anime che gli erano stato affidate, per questo considerò
l'Asilo una palestra dove ogni persona e in particolare ogni bambino si esercitava
per crescere su solidi valori cristiani.
Riportiamo una testimonianza di una persona che l'ha conosciuto personalmente!.
"In tanti dobbiamo dirgli grazie, non soltanto quelli della mia generazione ma anche quelli delle generazioni successive e, anche quelli di oggi, è a lui e all'Asilo se abbiamo imparato a vivere".
Don
Angelo Fanucchi che era un osservatore attento capì che era necessario
creare un ambiente educativo dove i ragazzi si sarebbero potuti ritrovare
quando i genitori erano occupati nei campi.
Nel 1927 seppe che la Villa Di Puccio poteva essere venduta, si recò
dal proprietario e si accordò per acquistarla; Villa e terreno intorno,
che era coltivato dalla famiglia di Saulle, Al ritorno in canonica incontrò
Beppe di Saulle che lo salutò: buona sera Sor Rettore, e di risposta
ebbe: da ora in poi mi dirai "buona sera Sor Padrone".
Con
questa espressione il contadino capì che quel terreno che egli avrebbe
voluto comprare, gli era sfumato, il suo sogno di diventare proprietario della
terra che lavorava si stava eclissando. Ma Don Fanucchi, sapendo a quali condizioni
aveva pattuito con il signor di Puccio disse: non ti preoccupare te la vendo
io.
Con un prestito di Lit.46.000 dai padri certosini, don Fanucchi comprò
la villa di Puccio come sede dell'asilo e per poter pagare il debito vendette
la casa del contadino, al contadino stesso, e per trovare il residuo partì
per l'America dove già da tempo si erano stabilite varie famiglie di
S.Alessio. che, lavorando sodo, avevano realizzato una discreta fortuna.
L'asilo
ebbe un'attenzione particolare
nella pastorale di Don Fanucchi perché lo considerava un mezzo per
catechizzare i ragazzi per educarli ed iniziarli ad una vita di fraternità.
Le stesse suore Teresiane, chiamate a prestare la loro opera nell'asilo, godevano
della sua paterna protezione. Don Fanucchi andava spesso all'asilo per incontrare
i suoi ragazzi ma anche per accertarsi che le suore avessero il necessario
per vivere.
Le
suore che si sono avvicendate nel corso degli anni nel paese di S.Alessio
sono state numerose, appartenevano all'ordine delle "Teresiane".
Ciascuna aveva una mansione specifica per cui c'era la suora addetta alla
cucina e al refettorio, quella addetta all'apertura del cancello, quella che
coordinava la scuola di ricamo e quella più idonea all'insegnamento
si occupava del doposcuola. Una grande dote le accomunava tutte: una sincera
disponibilità verso il paese.
Molte volte quanto c'era necessità, erano disposte a sacrificare il
loro tempo per dare aiuto a quei genitori che per motivi di lavoro erano costretti
a lasciare in custodia i propri figli fino a tardi.