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il
portale di S.Alessio
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S.Alessio,
2002
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VI quadro
L'asilo
visse giorni difficili nei tristi anni della II guerra mondiale. L'11 marzo
del 1944 arrivarono a Lucca 80.000 tedeschi e subito si dettero da fare per
cercare alloggio; tre tedeschi si presentarono all'asilo e chiesero di visitare
tutta la casa e presero possesso di quattro stanze.
Don Angelo, nonostante tutte le difficoltà, continuava a proteggere
le suore che si trovavano in costante pericolo.
In quel periodo all'inizio dell'anno scolastico veniva celebrata la S.Messa.
In quell'occasione i ragazzi più piccoli "figli della lupa"
e i più grandi "balilla" indossavano la divisa come voleva
il regime. Il berretto della divisa aveva una nappa che ritmava secondo l'andatura
del ragazzo.
VII quadro
La scuola elementare in quel tempo era limitata alla prime tre classi e si trovava in corte del Bello e al Castello. Le suore, dal loro inizio, si occuparono oltre che dei bimbi piccoli anche della prima classe elementare per dare a più persone la possibilità di leggere e scrivere. In seguito si occupavano anche delle attività del doposcuola, ricamo e cucito. Era frequentatissima dalle ragazze che avevano terminato la scuola elementare e non andavano al lavoro. Fin da piccole venivano loro insegnati i punti base per i grandi ricami. Tante ragazze vi preparavano il loro corredo; una suora era addetta a questa attività ed ogni anno veniva allestita una mostra di lavoro e di ricamo apprezzato per la precisione ed il gusto con cui era stato realizzato.
Mentre le ragazze e le bambine più grandi si dedicavano al ricamo e al cucito, i bambini e le bambine più piccoli dell'asilo giocavano con i giocattoli che si trovavano in quel tempo. C'erano i carrettini di legno che servivano come carrozzine per le bambole di pezza o da rimorchio usato dai bambini per caricarci i soldatini o i cavallini di legno. Si giocava con le biglie di coccio, i più fortunati le avevano di vetro. Altri giochi si realizzavano con i noccioli di pesca, i rocchetti; i più grandicelli giocavano con la palla, i cerchietti e le bacchette.
VIII quadro
Il
6 gennaio del 1949 per volontà di Don Angelo Fanucchi iniziò
la tradizionale befana alle Suore.
Fino a quella data i giovani dell'azione cattolica facevano per quella ricorrenza
un dono al Parroco e lui desiderò che anche le suore avessero questa
riconoscenza.
Erano tempi duri, la guerra era finita da poco i generi alimentari scarseggiavano,
mancava la legna per riscaldarsi mancavano tante piccole cose che oggi non
si considerano più e che in quegli anni lontani erano considerate straordinarie.
La
prima Befana arrivò su un barroccio trainato da un asinello bardato
a festa con i doni sistemati con cura, non mancava niente: legna, patate,
carbone, fagioli, salsiccia, minestra, fazzoletti da naso, grembiuli ecc.
Una vera grazia di Dio donata da tutte le famiglie del paese.
La generosità delle famiglie del paese continuava per tutto l'anno,
alle suore venivano portati in dono i vari raccolti dell'orto e del campo
per il loro sostentamento.
Dopo la morte di Don Angelo Fanucchi avvenuta nel 1951, ha raccolto la sua
eredità Don Ugo Petrini che ha continuato con il massimo impegno la
sua opera portando tante migliorie nell'ambiente. Questo sempre con l'aiuto
di tutto il paese fino al 1977 in cui l'opera è stata accolta da Don
Samuele Tognarelli, l'attuale parroco di S.Alessio.
IX quadro
Agli
inizi degli anni '60 la scuola dell'obbligo passò da 5 a 8 anni, così
i ragazzi dopo la 5° elementare continuavano a studiare frequentando la
Scuola Media che era ubicata in città o nelle sue vicinanze. Inoltre
si sviluppò il mondo del lavoro, molti piccoli artigiani si trasformarono
in piccole industrie, le condizioni di vita migliorarono. Comincia a diffondersi
nelle famiglie il televisore, così potevano essere visti ed ascoltati
programmi vari, fra cui molti con lo scopo di alfabetizzare e alzare il livello
culturale del popolo. Il modo di parlare del luogo venne a contatto con modi
più evoluti e il tipo di vita contadino lasciava il posto ad una società
più evoluta. Questi fatti portarono ad un cambiamento generale e soprattutto
i giovani acquisirono modi di vita molto più aperti e liberi di un
tempo, imitando spesso modelli provenienti anche dall'estero. Molti continuavano
la Scuola Media Superiore.
L'asilo rimase comunque punto di riferimento. Le Suore Teresiane nel 1981
hanno dovuto abbandonare il servizio che svolgevano nella comunità
parrocchiale. Don Samuele si trovò di fronte ad un dilemma: continuare
o chiudere l'asilo?
I parrocchiani scelsero di continuare. Una parte del personale laico fu assunto,
molti volontari aiutavano il personale che era basilare per alcune attività.
Così il periodo di transizione andò avanti fino all'arrivo nel
1990 delle Suore attuali.
X quadro
Dal
1990, grazie al tenace interessamento di Don Samuele, che pure non avendo
visto nascere l'asilo, ci ha creduto profondamente, abbiamo di nuovo una Congregazione
di Suore: Suore Terziarie cappuccine della Sacra Famiglia. Congregazione fondata
in Spagna da Don Luigi Amigò.
Si adoperano per continuare il lavoro intrapreso dai predecessori, operano
con assiduità e calore, dedicandosi alla Scuola Materna e al doposcuola.
Grazie
all'opera di tutti possiamo ancora ripetere le parole di uno stornello di
un tempo:
"Nel bel mezzo del nostro Paese,
c'è un asilo che accoglie cortese,
c'è un asilo che accoglie cortese,
i ragazzi di tutto il Paese".