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il
portale di S.Alessio
e dintorni.. a Lucca
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S.Alessio,
2002
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Bar Tambellini
Tratto da Guglielmo Lera, Antiche Botteghe di Lucca, Publilucca Editrice, Lucca 1990
La bottega ha sicuramente più di centocinquanta anni, ma le notizie certe iniziano dal 1870 quando Giovanni Di Simo ereditò la bottega di S.Alessio dove si vendevano bevande e commestibili. La strada era sterrata e quel piccolo negozietto era meta e luogo di ritrovo per viandanti, pastori e agricoltori. La famiglia Di Simo aveva delle proprietà a Pescaglia e Giovanni pensò bene di mettere anche lassù una piccola rivendita. Così faceva la spola tra S. Alessio e Pescaglia viaggiando di notte con il barroccio carico di merce da rivendere. Da Pescaglia portava giù farina, castagne e frutta. Portava anche pali per le viti e fascine perchè nel frattempo aveva iniziato a fare il pane e le fascine servivano a riscaldare il forno. Verso la montagna trasferiva soprattutto vino e birra. Durante uno di questi viaggi lunghi e perigliosi nel 1908 fu assalito da un bandito che lo uccise recidendogli la testa con un accettino, per rubargli il denaro.
| Le cronache di quei tempi narrano l'accaduto con grande clamore. Toccò allora al fratello Paolino proseguire la gestione della bottega mentre il figlio maggiore di Giovanni, Giuseppe, si recava ancora a Pescaglia. Qualche anno dopo Paolino abbandona il bar per anzianità ed il suo posto viene preso da Angelo che, non facendo affari, decide di venderlo ad un certo "Gramolino". Era il 1920. Dopo un altro passaggio di gestione ad un tipo chiamato "il Venezia", nel 1932 viene rilevato definitivamente dalla famiglia Tambellini che tuttora lo gestisce. Fu Pietro Tambellini insieme ai nipoti Luigi, Lorenzo e Pietrino a dare impulso negli anni trenta e durante la guerra, al caffe-alimentari-forno. | ![]() |
| Nel periodo postbellico e per tutti gli anni cinquanta il Bar Tambellini diventa famoso come ritrovo dei sensali. Infatti, essendo questa zona principalmente agricola, molti contadini di Pisa, Livorno e Pistoia venivano appositamente qui per acquistare o vendere mucche. I sensali più noti erano i fratelli Lorenzetti, detti "Linchi", attraverso i quali dovevano passare tutti gli "affari". Una stretta di mano alla presenza di Stefano o Beppe Lorenzetti era sufficiente per comprare una mucca da latte o una vitella: in quei tempi non c'era carta da bollo, ma la parola sull'onore. | |
Lorenzo Tambellini, quello dei tre nipoti che si occupava più del bar, sposò Lina Giusti ed insieme lo gestirono anche quando il fratello Luigi decise di costruire vicino un negozio di alimentari. I locali furono quindi occupati interamente dal bar. Lorenzo, insieme alla moglie Lina ed alla figlia Manuela, hanno dato un grande impulso al locale, qualificandolo con ottimi prodotti di confezioni, confetteria, articoli da regalo. Il locale è oltremodo rinomato per l'ottimo caffè, e per le squisite colazioni che vi si possono consumare. Ma il fiore all'occhiello del Bar Tambellini rimane la vendita a mescita del vino. Infatti è da 53 anni che la fattoria Piccioli della sovrastante Pieve S. Stefano rifornisce i Tambellini di un ottimo vino, fra i migliori delle colline lucchesi.
