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portale di S.Alessio
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S.Alessio,
2002
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Che insulto per la categoria! Io che mi improvviso reporter. Ma la colpa è dei mio amico Giome, non che ora anche mio direttore, che mi ha chiesto di raccontare quattro cavolate sulle nostre avventure in camper, Beh mi sono lasciato trascinare con piacere un po' anche inorgoglito da questa precaria investitura, ma anche felice di portare una testimonianza d'esperienze, che credo di poter definire a nome di tutti, divertenti e indimenticabili, vissuti con gli amici di sempre, anzi di una vita, perché ormai sono decenni che dividiamo vittorie e sconfitte, grazie anche al fatto che siamo una bella pastura di caratteri e d'idee, ma ci accomuna il divertimento e la voglia di stare insieme.
D'altronde non è difficile sopportare un tipo tanto strano quanto divertente come Giorgino, oppure il Gatti detto "Pipo" per le sue caratteristiche genitali che fa della precisione uno stile di vita. Che dire di Canapa un compagnone pronto sempre a far battute, ingombrante per la sua mole ma fondamentale per la compagnia, Ciccio il Sindaco con le sue teorie che spesso riesce a comprendere solo lui (e neanche sempre), uno degli ultimi veri sant'alessiesi, del mitico Lore che fa dell'anonimato un vero cavallo di battaglia visto che quello che fa forse neanche lui lo sa, il Giome. già citato, con le sue idee stravaganti e con il pallino della finanza (e anche del dolce dormire), e poi le donne, le nostre donne. La first lady Lucia, compagna dei sindaco, che in tanti anni abbiamo capito essere una donna molto paziente visto la sua prolungata unione, e per ultima ma non meno importante Claudina. una ragazza pregevole che si sa adattare a qualsiasi circostanza con un carattere molto diverso da suo fratello, il Lore, tanto da farci dubitare a volte della loro parentela,
Ecco è grazie a questi pionieri che è cominciato tutto, che si è potuto conoscere un altro grande compagno, un amico, il camper. Cominciò tutto nel 1998 in occasione della Milano San Remo, quando il Gatti Claudina e Canapa manifestarono a tutti il desiderio questa grande classica del ciclismo. Ma come accade in un vero gruppo non si può lasciare soli gli amici e da tre persone si arrivò ad essere in nove, tanto da chiederci come avremmo compiuto una simile impresa, visto che volevamo anche pernottare a San Remo, ma soprattutto da buoni lucchesí non volevamo spendere.
Così venne l'idea del camper, chi fu il promotore non ricordo, ma l'ispirazione fu senz'altro elaborata nel covo di allora, il Gipsy. Da lì non ci volle molto per trovare il camper e partire. Ritirammo il camper il venerdì sera a Massarosa io e Giorgino era un WV. Alle 22:00 tutti da Giorgino per prendere confidenza con il nostro nuovo amico e caricare i bagagli. Ci rendemmo conto subito che un camper da 7 era poco per 9 persone (e che persone)! Lo stesso dava l'idea di fragile, molto fragile, troppo fragile per tipi come noi. Ma d'altronde il camper d'acciaio non credo li abbiano ancora inventati. All'indomani verso le 8:00 del mattino eravamo pronti per partire. con il nostro fidato timoniere al volante. Giorgino. Ognuno di noi prese posto dove meglio credeva.
Per il viaggio il camper si dimostrò accogliente e ognuno di noi passava il tempo in svariati modi dalle carte alla lettura dai cruciverba a dormire. Sì perché il camper ti permette di fare ciò che vuoi e anche per gli inesperti come noi adattarsi non è stato certo un problema. A volte il nostro fido timoniere metteva alla prova i nostri equilibri con curve e frenate un po' garibaldine che diventavano emozionanti quando eri in bagno. San Remo arrivò in un baleno.
Parcheggiammo il camper e poi tutti a seguire la corsa, tranne io che mi offrii con sacrificio a badare al camper e a fare da tester sulla comodità notturna. Quando ci si ritrovò fu l'ora dei preparativi della cena e il cambio di abbigliamento per una serata promessa al gioco d'azzardo.
Sul fornello fu messa una pentola che sembrava una marmitta perché nonostante io, Giorgino e Lore decidemmo per il ristorantino tipico, gli altri provarono l'ebbrezza della cucina in camper con lo sfondo dei mar ligure. La sera passò veloce e divertente anche se per qualcuno con un cinquantino in meno,? e così si arrivò alla resa dei conti con l'accoglienza dei camper nella vita notturna.
Dormire in 9 su 7 posti letto. Così cominciò una specie di tetris umano: io, Canapa e il Gatti, nella "mansarda"in altre circostanze accogliente. Ciccio e Lucia nel letto matrimoniale dove il nome non giustificava senz'altro le dimensioni. Claudina forse la più fortunata su un lettino singolo,e in fine il Lore, Giorgino e il Giome su un letto da una piazza e mezzo che vedeva: all'estremo verso il vetro Giorgino, nel mezzo il Lore e su un fianco proprio nel verso senso della parola visto che per non cadere era costretto a puntellarsi con un braccio al frigorifèro il Giome. La mattina seguente i segni della notte erano scolpiti sui volti di alcuni di noi. il maggiore rappresentante era senz'altro il Giome. Sembrava afflitto da una paresi, io le prime due ore le avevo passate a fare la guardia tenuto sveglio dal "respiro pesante" di Canapa. Per gli altri la notte sembrò passare tranquilla.
Dopo una rinfrancante colazione si prese la direzione di Monaco. dove per la seconda volta fummo costretti a liberare il camper dai nostri cattivi pensieri, l'uomo incaricato per una simile operazione, tanto delicata quanto pericolosa fu Ciccio. Infatti fu lui dopo un lungo consulto a volersi assumere una simile responsabilità e tutti noi lo seguimmo con lo sguardo e il cuore pieno di emozione quando tornò vincitore dalla sua missione.
La strada per Monaco non fu caratterizzata solo dall'eroismo di Ciccio, ma mise anche a dura prova la robustezza dell'arredamento del camper. Infatti i tavolini di mogano e gli sportelli di massello non passarono indenni questa dura prova tanto da farci temere per i nostri due milioni di cauzione.
Visto
Monaco venne il momento di rientrare. Nel lungo viaggio di ritorno il Lore
diede esempio delle sue abili qualità culinarie e equilibriste, fra
lo stupore e l'incredulità dei presenti cucinò dei wurstel in
pentola davvero niente male, l'unica pecca fu l'odore senz'altro non afrodisiaco
che questi lasciarono nel camper. Rientrati a Lucca ci lasciammo con due promesse:
la prima che l'esperienza del camper era ripetibile ma il rapporto persone?posti
letto doveva migliorare, la seconda quella più importante è
che Ciccio avrebbe avuto un cero acceso in chiesa se fosse riuscito a portare
a Carmelo (il proprietario del camper) senza farci perdere la cauzione.Ma
anche quella volta, l'eroico cavaliere non tradì le aspettative dei
suoi compagni.
DANIELE POLI
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