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S.Alessio,
2005
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S.Alessio
e Santalessiesi nel mondo
Introduzione
La comunità di Pittsburgh
Links a siti di Lucchesi nel Mondo
Anche S.Alessio
non è stata esente dal fenomeno dell'emigrazione. Al'inizio del secolo
e a cavallo fra le due guerre mondiali sono stati molti i nostri compaesani
che hanno lasciato la terra di origine per cercare fortuna all'estero.
Come tanti altri Lucchesi le mete preferite sono state le Americhe in particolare
quella del nord con Stati Uniti e Canada, ma anche quella del sud. Non trascurabile
era anche l'emigrazione all'interno dell'Europa, soprattutto in Belgio
Le notizie dai primi emigranti descrivevano l'America come un paese che aveva
un forte bisogno di manodopera. All'inizio non è stato facile per gli
emigranti integrarsi nel nuovo ambiente, sia per la lingua, sia perchè
gli Italiani non erano certo visti di buon occhio dalla società.
Molti compaesani sono partiti per poi tornare a casa, altri hanno messo le
radici nel nuovo paese.
In ogni caso anche la maggior parte di coloro sono stabiliti permanentemente
all'estero non si è certo dimenticata del paese e delle persone che
hanno lasciato.
In un primo momento le rimesse, poi i contatti e i viaggi transoceanici hanno
tenuto vicino persone e ricordi.
Adesso però con il venire meno delle "vecchie" generazioni
c'è il rischio che questi legami vengano indeboliti. Infatti nelle
nuove generazioni comprensibilmente l'interesse a imparare l'italiano e a
conoscere le proprie radici va scemando.
Prossimamente
sul sito saranno pubbblicate notizie sulle più importanti comunità
di Santalessiesi non trascurando le singole storie.
Per questo lanciamo dal sito un'appello a farci giungere notizie, foto,
documenti testimonianze su queste vicende.
squadra@fratres-salessio.org
- 328 7661674
La Comunità di Pittsburgh, Pennsylvania
E' senza dubbio la più ampia comunità di S.Alessio all'estero.
Negli anni '60 si calcola che le famiglie di origini Santalessiesi fossero
circa 400 (nello stesso periodo santalessio era abitata da circa 1300 persone
suddivise in 280 famiglie) . E' forse la comunità che è rimasta
più vicina al paese di origine visti anche gli ingenti contributi donati
dai compaesani di Pennsylvania che hanno permesso la risturtturazione della
chiesa di S.Alessio nel 1957 (furono donati 4726 dollari pari a 2 milioni
e 977 mila lire).
Una fra le prime famiglie santalessiesi a stabilirsi in tal luogo furono i
Pasquinelli che ebbero il merito di fungere da polo di attrazione e come catalizzatore
di iniziative imprenditoriali. Santino Pasquinelli sbarcato in America agli
inizi del '900 è il primo dei santalessiesi a fare fortuna nella città
di Pittsburgh. La sua generosità ma soprattutto la sua fiducia negli
altri fece la fortuna di molti compaesani che bisognosi di mezzi finanziari
per iniziative imprenditoriale a lui si rivolgevano. Egli si accontentava
di avere restituito il capitale prestato allorquando la nuova iniziativa imprenditoriale
fosse avviata con successo.
Quindi con l'aiuto di Santino e con il duro lavoro molti santalessiesi riuscirono
a raggiungere un tenore di vita molto superiore rispetto a quello goduto nella
terra natia e a quello dei primi giorni americani.
Un' altra famiglia molto importante che si è stabilita a Pittsburgh
ed oggi è una delle più numerose è quella dei Tambellini.
I vari rami della famiglia all'inizio hanno preso strade diverse ma poi molti
Tambellini si sono ritrovati ristoratori di successo. Sembra incredibile ma
negli anni 70 erano aperti in Pittsburgh circa 15 ristoranti che portavano
il nome Tambellini.
Adesso ne rimangono solo due, uno dei quali gestito da Mary Tambellini, presidente
dei Lucchesi nel Mondo sezione di Pittsburgh che aveva iniziato a lavorare
nella società Barsotti, società di un Lucchese che vendeva pane
in molti stati dell'america.
Altra famiglia che si è buttata nel mondo della ristorazine è
quella dei Poli il cui ristorante esiste ancora nella città di Pittsburgh.
Non tutti i Santlessiesi di Pittsburgh hanno intrapreso la via della ristorazione.
Da raccontare anche la storia di Innocenzo Buchignani, detto Beppe, che andò
"giovanotto" in America e vi tornò dopo sposato dal 1913
al 1918. Durante la sua permanenza a Pittsburgh imparò ad utilizzare
una macchina per realizzare mattoni. Tornato in patria con altri tre soci
fece importare una macchina dello stesso tipo di quella utilizzata in America.
Tale macchina, rivoluzionaria rispetto a quelle presenti a Lucca, permise
alla società di avere un veloce successo anche se l'iniziativa ebbe
una altrettanto rapida fine allorquando uno dei soci dilapidò velocemente
il patrimonio societario.
L'ultima storia da noi conosciuta di santalessiesi a Pittsburgh è quella
di Lorenzo Malfatti. Lorenzo, la cui madre era nata a S.Alessio, è
stato per molti anni coach di cantanti presso i più importanti teatri
mondiali (La Scala, Metropolitan Opera e Covent Garden). Ha fondato l' "Opera
Theatre and Music Festival of Lucca" nell'ambito del quale ogni anno
giovani promesse americane nel campo della musica hanno la possibilità
di studiare ed esibirsi nella città che ha dato i natali al grande
Giacomo Puccini.
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